The CX Gossip
La visita in cantina reinventata: Diesel Farm e Transit Farm
Due aziende del vicentino che hanno trasformato la visita in cantina in un'esperienza che si ricorda. Perché funziona, e cosa ricordare.
Read in EnglishLuciana Dias — 2 min di lettura — ottobre 2026

Dall'archivio. Questo caso nasce dalle visite del 2020 e del 2021. Lo ripubblichiamo per quello che insegna; prima di andare, verifica sui siti delle aziende le modalità di visita attuali.
La visita in cantina classica la conosciamo tutti: il banco, i fusti, quattro calici, la scheda tecnica, il negozio. Funziona, ma raramente si ricorda. Sulle colline tra Marostica e Breganze, nel vicentino, due aziende hanno scelto un'altra strada. Non per marketing: per il modo in cui sono nate.
Diesel Farm, Marostica: la cantina come atelier
Diesel Farm è la tenuta di Renzo Rosso, il fondatore di Diesel, sulle colline di Marostica: circa 100 ettari di natura protetti dall'urbanizzazione, di cui 5,5 a vigneto. Una parte del terreno è aperta alla città, con percorsi ciclabili e passeggiate.
Si sale tra cipressi, boschi, vigne e ciliegi fino al casale in cima. La degustazione si fa attorno a un grande tavolo di legno, sopra una piccola cantina scavata nella roccia. Le etichette sono cinque, come il numero preferito del proprietario: Bianco di Rosso, Rosso di Rosso, Nero di Rosso, il rosato e Bolle di Rosso, un metodo classico.
Perché funziona
- Il luogo racconta prima del vino. La salita, il paesaggio, la roccia sotto il casale: quando arriva il primo calice, l'ospite ha già capito dove si trova.
- Il dettaglio è coerente con la marca. Bottiglie serigrafate, ceralacca fatta a mano, un linguaggio da sartoria. Chi viene dalla moda lo riconosce subito; chi non ne viene lo sente.
- La scala è umana. Pochi ettari, poche etichette: il racconto resta personale.
Transit Farm, Fara Vicentino: la rivoluzione gentile
Transit Farm si trova a pochi chilometri da Vicenza, sulle colline di Fara Vicentino, nella DOC Breganze. Vigneti su suolo vulcanico, viticoltura biologica, vendemmia a mano nelle prime ore del mattino. In cantina, accanto ai vitigni locali come il Vespaiolo, sperimenta la vinificazione in anfore di terracotta, che non cedono sapore al vino.
Perché funziona
- La sperimentazione è il racconto. L'anfora è un oggetto che si capisce senza spiegazioni tecniche: antico, materico, curioso.
- Lo stile è minimale, l'esperienza no. Poche parole, molta attenzione.
- Il territorio è il protagonista. Il Vespaiolo e i suoli vulcanici di Breganze danno all'ospite qualcosa da portare a casa: un nome, un luogo.
Da ricordare
- Progetta l'arrivo. I primi dieci minuti contano più dell'ultimo calice.
- Fai coincidere estetica e valori. L'ospite si fida di ciò che è coerente.
- Lascia all'ospite una parola. Un vitigno, un oggetto, un gesto da ripetere a un amico.
Il vino si dimentica. Il modo in cui ti hanno accolto, no.
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