A tavola
Abbinamento vino e cibo: le regole e i piatti italiani
Sette regole da sommelier e diciotto piatti italiani, dalla pizza ai pizzoccheri, con il vino giusto per ciascuno.
Read in EnglishLuciana Dias — 3 min di lettura — ottobre 2026

Abbinare vino e cibo non richiede un diploma. Servono poche regole, quelle che usano i sommelier, e un po' di coraggio per uscire dal solito rosso con la carne. Qui trovi prima i principi, poi i piatti italiani più cercati, uno per uno.
Le regole che contano
- Peso con peso. Un piatto leggero vuole un vino leggero, un piatto ricco un vino strutturato. Se uno dei due copre l'altro, l'abbinamento non funziona.
- Il grasso chiede acidità o bollicine. Formaggi, fritture, sughi ricchi: l'acidità e l'anidride carbonica puliscono la bocca.
- La succulenza chiede tannino. Carni rosse e brasati si sposano con i rossi tannici, che asciugano la sensazione di succo.
- Il pomodoro è acido. Serve un vino altrettanto fresco, bianco o rosso, altrimenti il vino sembra piatto.
- Il dolce vuole un vino almeno altrettanto dolce. Un vino secco con un dessert diventa amaro.
- Il piccante odia alcol e tannino. Meglio un bianco aromatico, poco alcolico, magari con un filo di dolcezza.
- Nel dubbio, la regione. I piatti e i vini dello stesso territorio sono cresciuti insieme.
Il corpo del vino, in breve
- Leggeri: bianchi giovani e freschi come Pinot Grigio o Prosecco; rossi come Bardolino, Valpolicella Classico, Tai Rosso.
- Medi: bianchi come Sauvignon, Chardonnay non barricato, Roero Arneis; rossi come Valpolicella Ripasso, Merlot, Sangiovese giovane.
- Strutturati: bianchi maturati sui lieviti o in legno; rossi come Amarone, Barolo, Brunello di Montalcino, Raboso del Piave.
Piatto per piatto
Pizza margherita
Uno Chardonnay senza legno: non copre la mozzarella e le sue note agrumate stanno bene con il pomodoro e il basilico.
Pasta al pomodoro
Più difficile di quanto sembri, per l'acidità del pomodoro. Un Valdobbiadene Prosecco Superiore, fresco e deciso.
Carbonara
Un bianco di buona acidità e un po' di corpo, come un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un Frascati: puliscono il grasso del guanciale e dell'uovo.
Lasagne alla bolognese
Un rosso con buona acidità per bilanciare i grassi del ragù e della besciamella: un Lagrein dell'Alto Adige, profumato e mai invadente, o un Sangiovese di Romagna.
Gnocchi al ragù
Un Nebbiolo: acidità, tannino e alcol per reggere la ricchezza degli gnocchi.
Pasta alla norma
Melanzana fritta, pomodoro, ricotta salata: un rosso siciliano giovane, come un Frappato o un Cerasuolo di Vittoria.
Caponata
L'agrodolce mette in difficoltà molti vini. Un Frappato servito fresco o un rosato siciliano reggono il gioco senza appesantire.
Pizzoccheri
Burro, formaggio, verza, grano saraceno: la risposta è in Valtellina, con un Rosso di Valtellina o un Valtellina Superiore da uve Nebbiolo.
Polenta concia
Burro e formaggi fusi chiedono acidità e un tannino non aggressivo: un Torrette della Valle d'Aosta o un Nebbiolo dell'Alto Piemonte.
Arrosticini
Carne di pecora alla brace, in Abruzzo: un Montepulciano d'Abruzzo, oppure un Cerasuolo d'Abruzzo se fa caldo.
Gulasch
Carne in umido, paprika: un rosso morbido ma speziato, come un Lagrein o un Teroldego.
Cacciucco
Zuppa di pesce con pomodoro e peperoncino: un Sangiovese giovane, come un Morellino di Scansano, servito leggermente fresco.
Baccalà alla vicentina
Lunga cottura, latte e olio: in Veneto lo si accompagna con il Tai Rosso, un rosso leggero che non copre il pesce.
Vitello tonnato
Un bianco di medio corpo, come un Roero Arneis o un Sauvignon.
Risotto ai funghi porcini
Un rosso di medio corpo e profumato: un Pinot Nero o un Nebbiolo giovane.
Brasato e stracotto
Piatti di lunga cottura per rossi di struttura: Amarone, Barolo, Brunello.
Bruschetta con ricotta, miele e noci
Un Fior d'Arancio spumante dei Colli Euganei: dolcezza leggera, profumo di zagara.
Tiramisù
Caffè e mascarpone coprono le bollicine. Meglio un Marsala dolce, liquoroso e speziato.
La regola in una riga
Prima guarda il piatto: peso, grasso, acidità, dolcezza. Poi scegli il vino che lo equilibra, e quando non sai, scegli quello che nasce vicino.
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